Non è certo attaccandosi ai torti arbitrali che questo Milan uscirà dalla crisi. Sono convinto che nel calcio questo tipo di cose più che "spiegare" una situazione siano l'alibi perfetto per chi non ha il coraggio né la forza di guardarsi dentro e dire "cazzo". Perché - con tutto il rispetto, sia chiaro - non siamo mai stati né saremo mai l'Inter: se per loro quella ventina di punti abbondante che li separava dalla Juve era frutto solo del sistema-Moggi, per noi non può e non deve essere altrettanto. Mi spiego: passi l'elenco di cui ci rendono edotti quelli del sito ufficiale rossonero, ma siamo così sicuri che il tabù di San Siro non sia stato sfatato unicamente perché gli arbitri hanno deciso di fischiarci contro? È vero che le giacchette nere ci rendono la vita difficile dalla notte dei tempi - e cioè da quando Berlusconi diventò il presidente del Milan - ma è altrettanto vero che fra il 1992 e il 1994 siamo riusciti a vincere tutto con (mi sembra) un solo rigore a favore in sessanta e passa partite (o qualcosa del genere). Di torti a memoria ne ricordo parecchi, ma - tolti la monetina di Alemao e le sciagurate decisioni di Lo Bello a Verona - siamo sempre riusciti a farci il callo e a passarci sopra grazie al nostro tasso tecnico superiore. Di conseguenza, viene da pensare che la situazione di classifica del Diavolo sia dovuta più che altro a problemi interni e - in parte, ma solo in parte - a fattori esterni come gli arbitri. D'altronde lo dico e lo ripeto da anni: una rosa la cui età media supera i trent'anni è l'ideale per competizioni come la Champions League o il Mondiale per club, dove il ritmo è leggermente più basso e l'esperienza la fa da padrone. Nella nostra Serie A sull'arco di 38 partite il rischio di fare cilecca in un dato momento della stagione è al contrario una certezza. Ne sono una prova la stagione scorsa e quella che culminò con l'inopinata sconfitta di Istanbul: da una parte fummo protagonisti di una partenza in sordina e di un finale di stagione in crescendo, dall'altra invece fummo capaci dell'andamento opposto. Insomma, comunque la si voglia girare o si comincia a svecchiare la rosa - preservando magari gli elementi più maturi per l'Europa - o altrimenti da qui all'eternità sarà una continua e sofferta rincorsa al quarto posto sinonimo di preliminari di Champions. Non che dello scudetto me ne freghi più di quel tanto - non so voi ma non lo cambierei con nessuno dei nostri trionfi continentali - ma un minimo di dignità è d'obbligo.
5.11.07
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2 commenti:
Basterebbe fare largo ai giovani, più motivati, più volonterosi, con più gambe e polmoni. Magari non si vince nulla quest'anno (e ci siamo vicini comunque) ma almeno l'anno prossimo si avrà davanto una squadra vera e propria. Ma alla fine che lo dico a fare? Lo dicono tutti e il Milan se ne fotte.
quet'anno non siamo fortunati con gli arbitri, ma il bello del milan era proprio quello di fregarsene degli arbitraggi e vedere i risultati comunque.
quest'anno se si riesce ad arrivare quarti è tutto grasso che cola, ma non credo che la dirigenza abbia intenzione di fare grosse cose la prossima stagione.
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