Sarà quel clima di euforia generale generato dalla visione di I'm Not There o più semplicemente un certo amore per lo zozzo-folk di matrice piccoloborghese, come testimoniano i miei ascolti di recente. Sarà anche e soprattutto che di questi tempi di rock band nude e crude ne girano sempre di meno, o - ancora - il fatto che ascoltando questo disco il mio cane si addormenta che è una meraviglia. Insomma, di motivi per dire che l'omonimo ellepì dei Two Gallants è un lavoro ben cesellato, orchestrato e prodotto ce ne sono e ce ne sarebbero molti. Oltre a quanto appena detto nella mischia ci butterei pure una voce che ricorda un Hamilton Leithauser ancora più sbronzo e sfatto, un paio di pezzi che se Johnny Cash fosse ancora vivo - e per molti versi lo è - li avrebbe scritti lui e una Reflections Of The Marionette che da sola vale il prezzo del download. A margine dovrei pure dire che in una giornata come questa - uggiosa e senza capo né coda - un disco simile può diventare un'autentica mina vagante capace di scardinare la quotidianità e di proiettarti in un mondo parallelo, sospeso a metà fra il Nord Dakota/Minnesota di Fargo dei fratelli Cohen (chissà perché poi) e il solito cliché di una strada polverosa da percorrere con una Buick. Un disco pieno, in definitiva: di sincerità (cit.), storie di persone alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai ed emozioni. Un giorno - chissà - rileggendo quanto scritto mi manderò a cagare da solo, ma per intanto mi tengo stretto questo piccolo gioiello e me lo godo. Se piace così tanto al mio cane tanto brutto non deve poi essere. Qui un paio di contributi audio.
26.10.07
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)






2 commenti:
Bella rece. Buona notte :)
bellissimo disco!
Posta un commento